LA GUIDA DEFINITVA PER FUERTEVENTURA
Dopo avervi dato tutti i consigli possibili sull'isola di Fuerteventura (puoi trovarli qui), eccomi qui a dirvi tutto ciò che c'è da vedere su questa fantastica isola e farvi un itinerario base diviso per giorni.
Chi sceglie di andare a Fuerteventura lo fa principalmente per fare sport come surf, windsurf e trekking; ma puoi anche solo andare a prendere il sole in queste spiagge paradisiache e goderti l'atmosfera calma e rilassata che si trova sull'isola.
L'isola è chiamata FuerteCabra dai locals perchè è piena di caprette che girano libere per l'isola, quindi quando sarai in giro con la macchina bisogna stare molto attenti a non investirne una.
GIORNO 1: AJUY
Se cerchi città d'arte non sei nel posto giusto e non ti troverai sicuramente bene su quest'isola. Ma se cerchi sole, avventura e sport sei nel posto giusto; il primo giorno è un mix di relax e sport.
Si va sulla costa ovest dell'isola, quella con più vento: davanti a te troverai una distesa infinta d'acqua; considera che se decidessi di prendere una barca e attraversare l'oceano Atlantico la prima terra che incontreresti sarebbe l'Argentina.

Oggi però non è il giorno in cui attraverseremo l'oceano e ce ne stiamo tranquilli ad Ajuy, un piccolo villaggio di pescatori che dalle fattezze ricorda il Messico: non troverai nulla all'interno della città se non qualche bar e qualche ristorante che danno proprio sulla spiaggia. La spiaggia nera di Ajuy è il motivo principale per cui siamo qua oggi: è una spiaggia con sabbia nero pece perchè è di origine vulcanica (tante spiagge di Fuerteventura lo sono in quanto isola vulcanica). Qui puoi rilassarti tutto il giorno prendendo il sole e facendo il bagno, devi però prendere due accorgimenti: il vento che tira in questa spiaggia non ti farà sentire il caldo, ma la protezione 50 è d'obbligo se non vuoi trovarti a fine giornata con tutta la pelle ustionata; se decidi di fare il bagno devi stare molto attento, le correnti in questa spiaggia sono molto forti e alcune persone hanno anche perso la vita, quindi resta dove tocchi per non avere problemi.
Dalla spiaggia puoi anche accedere facilmente alle grotte di Ajuy, considerate monumento naturale.Lo puoi fare con un comodo sentiero che costeggia la costa e con circa 20 minuti di passegiata immersi in paesaggi incredibili.
La leggenda narra che in queste grotte venissero nascosti i tesori dai pirati che saccheggiavano le isole canarie.
Finito il trekking, se le correnti lo permettono, si potrà anche entrare nelle grotte per avere una vista ancora più suggestiva, ovviamente gratuitamente.
GIORNO 2: COSTA CALMA
Costa Calma si trova nella zona sud-est dell'isola, è una località di mare super turistica: qui puoi fare una passeggiata sul lungo mare dove puoi trovare negozietti e ristorantini come se fosse un classico lungo mare italiano o semplicemente rilassarti in spiaggia.
Costa Calma è adatta anche alle famiglie con bambini dato il suo fondale basso e alla sua spiaggia di sabbia bianca finissima; se sei un amante dello sport e sei fortunato che ci sia abbastanza vento, puoi fare windsurf nella parte sud della spiaggia (la spiaggia è lunga 2 km), altrimenti ti dovrai accontentare di passeggiare in riva al mare.
GIORNO 3: EL COTTILLO
Il terzo giorno ci dirigiamo verso la costa nord-ovest e arriviamo nella cittadina di El Cotillo, anche qui, come nella maggior parte dell'isola, puoi trovare qualche negozietto e qualche ristorantino; ma in questa città si fanno principalmente due cose: surf, grazie al sempre presente vento che crea delle bellissime onde su cui surfare; oppure si va in una della spiagge più famose dell'isola: Playa la Concha.
Il suo nome significa conciglia ed è dovuto alla sua forma. Qui le acque cristalline sono basse e perfette per le famiglie; la forma della scogliera a ferro di cavallo ferma anche il moto ondoso, rendendo così possibile fare sempre il bagno.L'unico difetto? Qui l'acqua è veramente gelida anche ad agosto, ma con un po' di resistenza si può fare tranquillamente il bagno.
Anche in questo caso la sabbia è finissima e bianca, il colore dell'oceano cambia da un momento all'altro in base alla profondità del mare: tutto questo insieme ti fa sembrare di essere ai Caraibi.
GIORNO 4: OASIS PARK
Se cercate sulle recensioni di Google, molti scrivono che in 2 ore lo si visita tutto; ma così non è: noi ci abbiamo messo una giornata intera a visitare tutto l'Oasis Wildlife Park.
Il primo consiglio che vi do è quello di acquistare i biglietti online, costano 41.20€, ma se deciderete di acquistarli in loco costeranno di più; il prezzo sicuramente non è basso, ma quei soldi li vale tutti. Questo prezzo è dovuto anche al fatto che non è uno zoo classico, è un parco in cui vengono portati animali in difficoltà per essere curati; la maggior parte di loro infatti viene poi rilasciato in natura; sono veramente poche le specie che restano all'interno del parco per sempre: la maggior parte sono scimmie che prendono troppo il comportamento umano e non è più quindi possibile rilascarle in natura.
Se non si ha l'auto (sconsigliatissimo e qui vi spiego il perchè), c'è la possibilità di prendere il pullman che vi porta all'interno del parco da vari punti sull'isola che troverete segnati sul loro sito ufficiale.
Per concludere questa esperienza, adatta sia agli adulti che ai bambini, all'interno oltre a più di 250 specie di animali c'è anche orto botanico enorme con tantissime specie di piante sia endemiche che non.
GIORNO 5: MORRO JABLE
Morro Jable è una delle città più turistiche dell'isola e si trova all'estremo sud di essa; qui puoi trovare tantissimi hotel, ristoranti e anche qualcosa per la vita notturna (non ti aspettare più di qualche cocktailbar), a novembre si può trovare il festival della birra. Anche qui però il pezzo forte è la spiaggia.Le spiagge di Morro Jable sono tra le più rinomate di Fuerteventura: puoi rilassarti in tranquillità sulla spiaggia bianchissima o anche immergerti a 360° nello sport praticando surf.
Il faro di Matorral divide la spiaggia nudista da quella non nudisti, soprattutto se si è con dei bambini è bene tenere conto di questo.
Se non si vuole passare tutta la giornata in spiaggia si può anche fare un giro nella città, dove oltre ai soliti negozietti e ristoranti si possono trovare delle chiese molto belle e dei monumenti nelle piazze.
GIORNO 6: JANDIA E COFETE
Se i giorni precedenti li abbiamo dedicati prevalentemente al relax, ora inizia il vero spirito di avventura che si respira sull'isola: il sesto giorno si va all'esplorazione della penisola di Jandia.
Migliaia di anni fa la penisola di Jandia era un'isola staccata, ma con un' eruzione vulcanica si è collegata all'isola di Fuerteventura
La prima destinazione è la spiaggia di Cofete, ma l'avventura inizia in macchina: per percorrere la strada per arrivarci, vi aspetteranno almeno 45 minuti di auto, su una strada stretta, piena di curve e soprattutto sterrata; e non dimentichiamo le caprette libere per la strada. In molti dicono che serva un 4x4 per andarci, ma così non è, abbiamo visto qualunque macchina arrivare, magari con più calma, ma è una strada percorribile da tutte le tipologie di auto. Durante il percorso potrete godere di viste mozzafiato, tra cui un villaggio poco prima della spiaggia con anche un ristorante: per vivere in un luogo così remoto hanno cisterne d'acqua sui tetti perchè non sono collegati alla rete idrica dell'isola e non hanno elettricità. C'è anche una fermata dell'autobus, ma in una giornata intera che abbiamo passato lì, non ne abbiamo visto passare neanche uno e vista la strada tutt'oggi mi chiedo come potrebbe arrivare un pullman lì.
Arrivati in spiaggia ci sarà un comodo parcheggio con affianco un cimitero... esatto proprio un cimitero in spiaggia, creato nel XIX secolo perchè gli abitanti del villaggio facevano fatica a trasportare i propri morti alla chiesa più vicina. La spiaggia è da film: chilometri e chilometri di spiaggia incontaminata in cui però è vietato fare il bagno: le correnti sono troppo forti ed è per questo severamente vietato fare il bagno qua.
La leggenda di Cofete però non finisce qua, perche sopra la spiaggia c'è una villa avvolta da un mistero: Villa Winter.
La leggenda narra che alla fine della seconda guerra mondiale, Hitler non morì, ma fuggì proprio in questa villa dove si sottopose a numerose operazioni chirurgiche per cambiare i suoi connotati facciali; dopodichè, sempre secondo la leggenda, proprio su questa spiaggia prese una nave e scappò in Argentina (andando dritti nell'oceano davanti alla spiaggia di Cofete si arriva in Argentina), dove morì poi di vecchiaia.
La villa è tenuta come se fosse un museo, ma il governo spagnolo non permette di aprirla al pubblico e allo stesso tempo non da dei sussidi ai proprietari per poterla mantenere. Se siete estremamente fortunati potrete trovare i proprietari che vi apriranno la porta di casa e vi faranno vedere tutto, ovviamente di nascosto.
Noi non abbiamo avuto questa fortuna, quindi non vi so dire se questa leggenda sia vera o completamente inventata.
Sulla
spiaggia non c'è molto da fare, quindi dopo pranzo si può riprendere la
macchina e ripercorrere la strada al contrario per proseguire in un
nuvo luogo: Punta de Jandia.
A metà percorso circa c'è una deviazione da prendere da cui si può arrivare alla Punta de Jandia; anche qui si può trovare un villaggio di pescatori e un iconico faro che segnala il punto più a sud di tutta l'isola.
GIORNO 7: MORRO JABLE E GROTTE LAVICHE
Morro Jable è la capitale dell'isola, qui potete trovare tutto ciò che volete: dai centri commerciali, all'ospedale, a ristoranti e chi più ne ha più ne metta, ma anche una spiaggia bellissima: Playa Blanca.
Qui puoi fare tutti gli sport e anche stare in relax sulla spiaggia bianca caraibica, ma noi abbiamo deciso di trascorrere solo la mattina qui, al pomeriggio abbiamo deciso di esplorare le grotte laviche. Sono grotte create dallo scorrere della lava millenni di anni fa. Conviene esplorarle con una guida (noi l'abbiamo trovata con le esperienze di Airbnb), non tanto per la grotte in sè, ma per trovarle: se non sai esattamente dove sono non le troverai mai.
GIORNO 8: POP CORN BEACH
L'ottavo giorno è praticamente un road-trip: la prima tappa sono le piscine naturali di Playa de Los Charcos, giusto il tempo di un paio di foto e di nuovo in macchina per andare al pezzo forte della giornata: Pop Corn Beach.
Questa spiaggia è incredibile: prima di entrare c'è una casa privata di Jaun el pescator che sembra il covo di un pirata, ma la vera attrazione è la spiaggia; non è fatta di sabbia, ma di sassi che sembrano dei veri e propri pop corn. Questo è dovuto al continuo lavoro del vento su questa parte dell'isola. Ovviamente la spiaggia è invasa dai turisti e c'è una vera e propria coda per fare le foto instagrammabili. In ogni caso una visita a questa spiaggia unica al mondo ne vale più che la pena. La nostra giornata si è poi conclusa con un'altra bella strada sterrata per andare alla Playa de Garcey, un'altra spiaggia nera creata dalle eruzioni vulcaniche.
Attenzione però: qui internet non prende ed è facile perdersi su queste piste, noi stessi al ritorno abbiamo sbagliato pista e ci siamo ritrovati nel nulla più totale; quindi fate bene attenzione e ricordatevi la strada fatta all'andata.
GIORNO 9: CORRALEJO
Dopo qualche giorno di avventura è giunto il momento di rilassarsi, forse.
Andiamo a Corralejo: la città degli italiani, nonchè la città più grande del nord di Fuerteventura. Nella città trovi tutto: ristoranti, negozi, centri commerciali, hotel, ecc; ma è subito fuori che accade la magia: subito fuori dalla città si trova il parco naturale di Corralejo, un vero e proprio deserto. Data la vicinanza con il Marocco molti pensano sia una continuazione del deserto del Sahara, ma in realtà non c'entrano nulla le dune di Corralejo con il deserto Nord-Africano e lo si vede subito dal colore diverso della sabbia che risulta essere bianca tendendte al giallo e non rossa come nel Sahara.
Qui puoi sia "perderti" sulle dune del deserto, che rilassarti in spiaggia o, come sempre, svolgere qualunque sport acquatico tu voglia, data la presenza di vento.
GIORNO 10: TREKKING E VULCANO
Nuova giornata all'insegna dello sport: la mattina abbiamo deciso di visitare il Barranco de los Innamorados: ovvero un piccolo canyon chiamato "degli innamorati" perchè sulle pareti ci sono molte insenature che ricordano dei cuori.
L'isola è piena di questi barranchi e non è necessaria una guida per visitarli: all'interno il telefono non prende, ma sono molto bassi (massimo 3 metri) e quindi ci si può facilmente arrampicare in cima per ritrovare la strada di casa.
Il pomeriggio invece, abbiamo deciso di fare un bel trekking sul Calderon Hondo: il vulcano che ha creato tutta l'isola di Fuerteventura.
E' un trekking che può fare chiunque e in circa 1 ora si è in cima al cratere da cui si avrà una vista panoramica su quasi tutta l'isola. Consiglio di portare qualche nocciolina perchè in cima troverete degli scoiattolini curiosi che verranno a mangiare dalle vostre mani; non sono gli scoiattoli che siamo abituati a vedere qua con delle code maestose, ma sono uguali a Cip e Ciop. Una volta in cima, si potra fare il giro completo del cratere senza nessun problema. Scendendo è possibile anche salire sulla Montana Colorada che deve il suo nome alla propria terra che cambia colore ogni 3 metri circa.
EXTRA:
I luoghi assolutamente da non perdere di Fuerteventura sono finiti, ma sicuramente ci sono molte altre spiagge e luoghi da non perdere, tra questi Piedra Playa a El Cotillo o Playa Esmeralda North o ancora cittadine tipiche come Antigua.
In tutta l'isola si possono trovare anche dei fantastici Mirador da cui è possibile ammirare dei paesaggi che sembrano alieni incredibili.
Se si ha il tempo bisogna assolutamente fermarsi in una farm di Aloe Vera (pianta tipica di Fuerteventura) o in un caseificio a preparare un tipico formaggio di Capra.
Spero il mio itinerario ti sia piaciuto e tu ne possa prendere spunto, ma se vuoi sapere dove andare a mangiare del cibo tipico canaro non perderti questo articolo!